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Il 13 Novembre di CINQUANT’ANNI fa!

La notte del 12-13 novembre 1959, cinquant’anni fa! Alluvione 13-11-1959dAlluvione 13-11-1959eAlluvione 13-11-1959gAlluvione 13-11-1959hAlluvione 13-11-1959iAlluvione 13-11-1959aAlluvione 13-11-1959cAlluvione 13-11-1959b12.12.08,ponte in ferro s. f. Marepotamo12.12.08 loc.Uccello e S.S.dopo alluvioneè stata per la popolazione di San Pietro di Caridà una notte, terribile e indimenticabile, accompagnata solo dal violento scrosciare della pioggia.

All’alba, dopo una notte insonne e di paura, la gente si rese conto che durante la notte era avvenuta l’alluvione.

L’acqua  aveva provocato danni gravissimi alle case, alle campagne ed alle cose. I centri abitati di Caridà e San Pier fedele rimasero isolati in seguito al crollo di due ponti nelle località Torno e Gàllina, lungo  l’antica strada règia, fatta dai Borboni, che attraversa anche il Comune di San Pietro di Caridà oggi (ex  S.S. 536 “di Acquaro”)  strada provinciale  n. 4.

Gli abitanti di Caridà e di San Pier fedele  rimasero a lungo isolati.

Non si poteva andare verso Laureana di Borrello, allora centro commerciale molto fiorente, né verso Soriano, allora provincia di Catanzaro, fino a quando, da parte dell’Amministrazione  Provinciale di Reggio Calabria, non fu realizzato il ponte provvisorio in ferro del Genio Militare.

Nella stessa notte fu spazzato via anche un terzo ponte, a valle, quello sul   fiume “Marepotamo” che, ogni giorno veniva attraversato da centinaia di  persone le quali, a piedi, a dorso d’asino o di mulo, si recavano in campagna per badare l’allevamento del bestiame ed eseguire lavori agricoli vari.

L’acqua impetuosa aveva invaso e ricoperto di fanghiglia tutti i rigogliosi agrumeti esistenti nella  vallata, da un lato all’altro del fiume; tutte le case rurali ed i ricoveri di campagna furono danneggiati; le campagne sommerse da vari metri di acqua, fango, rami ed alberi  trasportati dalla piena del  Marepotamo.

Non furono risparmiate  neppure le macchine olearie di Caridà, di Garopoli, di Dinami, appartenenti ai Morfea, Maccarrone, Afflitto, Cricrì, Spagnolo ed altri, ed i mulini che, allora, funzionavano con la ruota persiana azionata dall’acqua dei fiumi “Maddamma” e “Torno”.

Opifici che, purtroppo, quell’ alluvione rovinò e fermò per sempre!                    Di questi manufatti ancora oggi ci sono i resti. Solo dopo qualche anno la Provincia reggina costruì l’attuale  nuovo ponte in cemento armato.

Per consentire agli agricoltori di poter attraversare il fiume “Marepotamo” allora venne montato da alcuni caridaresi volenterosi, guidati dall’ex militare del Genio Francesco MACRI’, una passerella in ferro che rimase in uso fino a pochi anni fa.

Nulla è stato fatto in questi 50’anni per salvaguardare i centri e le contrade abitate ed il territorio comunale dal rischio idrogeologico. Sia il letto del fiume Marepotamo nonché quelli dei torrenti e ruscelli: Torno, Maddamma, Michelangelo, Mizzifari,Formano, ecc. sono invasi da alberi, arbusti, rovi.

La prova di tanto disinteresse per la natura e per l’ambiente si è avuta con la recente alluvione verificatasi il 12 dicembre 2008 che ha nuovamente danneggiato il ponte in località Oliva e tratti della stessa strada di fondovalle, ma, per fortuna, rispetto ad altri luoghi, a San Pietro di Caridà non ha provocato gli ingenti danni del 1959.

San Pietro di Caridà, 08 novembre 2009

Carmelo Moricca

Consigliere Comunale del gruppo “il futuro è nelle tue mani.

Multati i comuni di San Pietro di Caridà, Serrata e Candidoni

Gioia Tauro (Reggio Calabria) 18 settembre 2009. Sanzionati dalla locale Capitaneria di porto, per violazione alle norme ambientali, comuni di Candidoni, Serrata e San Pietro di Caridà. guardia_costieraI controlli, che rientrano nel più ampio programma di tutela delle coste da fonti inquinanti, sono scaturiti dai noti fatti che hanno interessato, durante la trascorsa estate, il litorale del compartimento marittimo gioiese. Con l’ausilio di mezzi terrestri ed aerei sono stati prima monitorati i corsi d’acqua che sfociano sul mare, con particolare riferimento al fiume Mesima ed effettuata una mappatura del territorio. Successivamente, sono stati verificati i sistemi di smaltimento dei reflui urbani di alcuni comuni siti lungo il corso del fiume e controllate le eventuali autorizzazioni rilasciate dalla Provincia.
Tra i comuni monitorati, è emerso che Candidoni, Serrata e San Pietro di Caridà smaltivano i reflui senza autorizzazione e senza alcuna depurazione, immettendoli direttamente nei corpi recettori siti a valle per poi confluire nei corsi d’acqua sfocianti in mare. Per tali infrazioni, come previsto dalla normativa di settore, sono state contestate sanzioni pecuniarie amministrative, che prevedono un massimo di 180 mila euro. Nell’ambito delle proprie attività istituzionali, la Capitaneria di porto, retta dal comandante Giuseppe Andronaco, non tralascia di svolgere una penetrante attività di prevenzione ambientale sul territorio.

Festa della Luna: dal 17 al 19 agosto a Caridà

festa della luna

Pubblicato il bilancio demografico del 2008

Nell’apposita sezione DEMOGRAFIA del sito è stato pubblicato il bilancio demografico dell’anno 2008.

Al 01/01/2009 a San Pietro di Caridà risultano 1421 residenti, con un calo del 2,60% rispetto l’anno scorso. Da sottolineare che in tutto il 2008 le nascite in totale sono state solo 4.

Altri dettagli nella sezione DEMOGRAFIA del sito.

Referendum 2009: I risultati

Con la bassissima affluenza registrata, il quorum non è stato raggiunto e i risultati acquisiti non avranno nessuna efficacia. Comunque questi sono stati i risultati rilevati a San Pietro di Caridà.

ELETTORI: 1.123
VOTANTI: 179 (15,93%)

Quesito numero 1:
SI: 155
NO: 12
bianche: 5
nulle: 7

Quesito numero 2:
SI: 158
NO: 14
bianche: 4
nulle: 3

Quesito numero 3:
SI: 158
NO: 12
bianche: 4
nulle: 5

Affluenza Referendum: non ha votato quasi nessuno

I dati sull’affluenza per le votazioni del Referundum, che si è tenuto domenica 21 e lunedì 22 giugno, sono sorprendentemente bassi.

In Italia hanno votato circa il 23% degli aventi diritto.

A San Pietro di Caridà solamente il 15,93%, comunque uno dei dati più alti della provincia, e nettamente superiore ai comuni confinanti (a Serrata e Laureana hanno votato poco più dell’8%, a Candidoni poco più del 10%, a Dinami poco più dell’11%) cosa che fa onore al senso di dovere civico diffuso nel nostro paese.

L’iniziativa referendaria, a Caridà e in tutta Italia è stata un vero fallimento.

Tragedia sfiorata per il concittadino Giovanni Rachele

Ieri, tra Serrata e Candidoni, Giovanni Rachele, dipendente part-time del comune di San Pietro di Caridà, mentre lavorava su un trattore per rimuovere una frana, è precipitato in un dirupo compiendo un volo di 30 metri. Per fortuna è salvo.

I dettagli nell’articolo di giornale sotto riportato, cliccare sull’immagine per ingrandire.

tragedia

Guida al Referendum 2009

Domenica 21 giugno dalle 7.00 alle 22.00 e lunedì 22 giugno dalle 7.00 alle 15.00 saranno aperte le urne per votare al Referendum Abrogativo 2009.

Per votare bisognerà recarsi al seggio di appartenenza munita di dumento di identità e tessera elettorale.

Perchè il referndum sia valido dovranno votare il 50%+1 degli elettori.

I quesiti referendari saranno 3:

Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento

Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata.

Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato. In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento. All’esito dell’abrogazione, resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all’indicazione del “capo della forza politica” (il candidato premier) ed al programma elettorale.

Gli effetti politico-istituzionali del 1° e del 2° quesito

Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica. La frammentazione si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le coalizioni scomparirà l’attuale schizofrenia tra identità collettiva della coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione. Con l’effetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal giorno successivo, si combattono dentro la coalizione. Sulla scheda apparirà un solo simbolo, un solo nome ed una sola lista per ciascuna aggregazione che si candidi ad ottenere il premio di maggioranza. Le componenti politiche di ciascuna lista non potranno rivendicare un proprio diritto all’autonomia perché, di fronte agli elettori, si sono presentate come schieramento unico, una cosa sola. Nessuno potrà rivendicare la propria “quota” di consensi. E sarà molto difficile spiegare ai cittadini eventuali lacerazioni della maggioranza. Lo scioglimento del Parlamento una volta che è entrata in crisi una maggioranza votata compattamente dagli elettori potrebbe essere politicamente molto probabile. L’eliminazione di composite e rissose coalizioni imporrà al sistema politico una sterzata esattamente opposta all’attuale. Piuttosto che l’inarrestabile frammentazione in liste e listine, minacce di scissioni e continue trattative tra i partiti, il nuovo sistema imporrà una notevole semplificazione, lasciando comunque un diritto di rappresentanza anche alle forze che non intendano correre per ottenere una maggioranza di Governo, purché abbiano un consenso significativo e superino la soglia di sbarramento.

Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica

Un terzo quesito referendario colpisce un altro aspetto di scandalo. Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione!

E’ inevitabile che una tale disciplina induca inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Inoltre i parlamentari subentranti (1/3, come si è detto) debbono la propria elezione non alle proprie capacità, ma alla fedeltà ad un notabile, che li premia scegliendoli per sostituirlo.

Con l’approvazione del 3° quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato.

“La giunta nel primo consiglio”

Oggi sul giornale calabria ora è apparso un interessante articolo sul nuovo Consiglio Comunale di San Pietro di Caridà. Inserite anche le foto di tutti i componenti. Per visualizzarlo cliccate sull’immagine qui sotto:

articolo calabria ora

“Lavorerò sodo per la crescita del paese”

San Pietro di Caridà s’affida a Mario Masso

Nettamente distanziato Carmelo Moricca, mentre Vigliarolo raccoglie solo 42 voti

Il geom. Mario Masso, capolista della civica “Insieme per il futuro”, è il nuovo sindaco del piccolo e suggestivo entro dell’estrema periferia della provincia. I cittadini elettori lo hanno scelto in una terna di candidati, formata anche dal rag. Carmelo Moricca e dal dott. Antonio Viglialoro. La coalizione capeggiata da Masso ha vin to con 72 voti di scarto sulla seconda classificata, quella guidata dal rag. Carmelo Moricca. Dai risultati si evince in modo netto che le due liste hanno creato un vuoto abissale nei confronti della coalizione guidata dal dott.Viglialoro, che ha avuto soltanto 42 voti.
La vittoria di “Insieme per il futuro” è maturata nelle frazioni montane di Prateria e di Corruttò dove in modo quasi unanime gli elettori hanno fatto confluire i loro voti alla coalizione di Masso. Nel capoluogo, invece, i voti sono stati equamente divisi tra i due maggiori schieramenti mentre nella frazione di San Pier Fedele, sia pure di pochi voti, aveva prevalso la lista “Il futuro è nelle tue mani”. Ultimato lo scrutinio, il nuovo sindaco è stato festeggiato da decine di sostenitori che hanno anche inscenato una pacifica manifestazione per le vie del paese. Al cronista il neo sindaco ha detto: «Ringrazio tutti i cittadini di San Pietro di Caridà che hanno avuto fiducia nella mia proposta. Mi sento frastornato e confuso. La grande fiducia che mi è stata accordatami commuove e mi impone di lavorare sodo per la soluzione dei mille problemi dai quali dipende la crescita del paese. Sarò il sindaco di tutti e insieme a tutti i cittadini intendo lavorare per portare il paese a quei traguardi che la sua storia millenaria ci impone». Tra i più stretti collaboratori del sindaco sarà Rita Scarmato, che vanta una precedente esperienza come rappresentante del comune in seno alla comunità montana e che oggi fa parte, dell’esecutivo di Candidoni.
Questa la composizione del nuovo consiglio: Rita Scarmato, Sergio Rosano, Giuseppe Cirillo, Giuseppe Campisi, Bruno Dimasi,Gregorio Garcea, Donato Galati, Giovanni Rachele (maggioranza). Carmelo Moricca, Orlando Callà, Angela Lamari, Fabio Zara. (opposizione).

Umberto di Stilo per “Gazzetta del Sud” – 09.06.2009